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Purificazione della Beata Vergine Maria - Curtarolo
S. Maria di Non
LA STORIA

Il Non del nome non è una negazione, ma ha origine dalla numerazione in epoca romana; il paese sorge infatti sulla via romana che andava dalla città di Padova alla valle del Brenta, e Non deriva dall’indicazione latina «ad nonum ab urbe Patavio lapide», ovvero «alla nona pietra miliaria da Padova» La località di Santa Maria di Non compare sempre associata a Sant’Egidio di Texare, ovvero Tessara: così in un’investitura del 1130 da parte del vescovo Bellino, cosi nella decima papale del 1297, dove la chiesa di Sancti Egidii de Tassara è citata insieme a quella di Sancte Marie de Nono come cappella di Santa Maria di Curtarolo. Le due chiese dovevano essere piuttosto povere, sottoposte com’erano ai danni provocati dalle frequenti inondazioni del Brenta e del Piovego. Santa Maria di Non venne consacrata nel 1340. In una visita pastorale del 1437 risulta che la chiesa di Tessara era stata data in affitto a Santa Maria, pur mantenendo il proprio curato. Ben presto Sant’Egidio si ridusse a chiesa campestre, cedendo il proprio beneficio, e la contrada si unificò sotto l’unico nome di Santa Maria di Non. Nel 1506 la chiesa fu unita da papa Giulio II al monastero delle Benedettine di Santa Croce della Giudecca, che ne eleggevano il curato e provvedevano al suo sostentamento. Nel 1600 il vescovo Marco Cornaro dispose fossero eseguiti vari restauri; nel 1690 si provvide ad aggiungere il presbiterio e l’altar maggiore Nel 1805, soppresso il cenobio veneziano, la chiesa di Santa Maria finì sotto il patronato regio. Nel 1839 fu costruito il campanile in stile gotico. Nel 1912 iniziarono i lavori della nuova parrocchiale a tre navate in stile romanico monastico, ultimata nel 1927. I lavori di finitura e di riparazione dei danni del bombardamento del 29 aprile 1945 si conclusero con la consacrazione dell’8 settembre 1945 e l’intitolazione alla Purificazione di Maria. Nel 1988 si è dato corso ai lavori di risanamento e restauro benedetti dal vescovo Mattiazzo il 1° gennaio 1990.

L'ARTE

Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria di Non è esposta una tela risalente al primo ventennio del Seicento raffigurante la Presentazione di Gesù al tempio. Il dipinto, che si caratterizza per un vivace cromatismo e una particolare plasticità nella resa delle figure, reca la firma del pittore veneto Giacobbe Galletti ed è stato restaurato da Walter Piovan.
Nel santuario della Beata Vergine di Tessara è venerata una preziosa scultura tardocinquecentesca rappresentante la Madonna col Bambino. L’opera fu realizzata da maestranze venete in terracotta modellata e dipinta. Secondo la tradizione che risale alla metà del Quattrocento la Madonna apparve a una bambina colpita da una grave malattia deformante risanandola. Il culto della vergine soppiantò quindi quello del titolare sant’Egidio, eremita francese dell’ottavo secolo, ricordato da una statua del decimo secolo che sormonta l’altare mariano. La secolare devozione alla Madonna è testimoniata da numerosi ex voto e molti di più sarebbero se non fosse di qui passata la rapina napoleonica. Il museo diocesano espone uno di questi quadretti popolari: la tavoletta dipinta (nella foto) raffigura Angela Zambello che riacquista l’uso delle gambe e reca la data del 22 ottobre 1820.

LUOGHI SACRI MINORI

Oratorio di Sant’Egidio - santuario della Beata Vergine di Tessara (già esistente nel Duecento, restaurato nel 1845-56). Oratorio di Poncia.

FESTE

Titolare: Purificazione di Maria; festa patronale: 2 febbraio. Antica sagra della Madonna
del rosario a Tessara: terza domenica di ottobre.


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