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S. Egidio - Cona
Pegolotte
LA STORIA

Pegolotte e il suo oratorio di Sant’Egidio si incontrano per la prima volta nella visita pastorale alla parrocchia di Cona del 10 ottobre 1773. L’oratorio era dotato solo dell’altare, e vi si celebrava di tanto in tanto portando l’occorrente per la liturgia da Villadelbosco. Quando nel 1810 Napoleone cedette ai duchi Melzi d’Eril di Milano i possessi del monastero di Santa Giustina di Padova nell’antica corte di Concadalbero, anche l’oratorio di Sant’Egidio ne seguì le sorti. Nel 1885 il vescovo Giuseppe Callegari trovò l’oratorio così disastrato che lo sospese fino a quando il proprietario non l’avesse fatto ristrutturare. Nella visita pastorale del 1894 compare già restaurato e funzionante. Nel Novecento Pegolotte ha avuto un notevole sviluppo demografico, tanto da costruirvi una chiesa, che nel 1931 fu elevata a curazia autonoma col titolo di sant’Egidio. Fu elevata a parrocchia l’1 settembre 1939 con l’aggiunta di territorio smembrato da Cona.

L'ARTE

Il presbiterio della parrocchiale di Pegolotte presenta due bassorilievi in legno dipinto realizzati nel 1958 dallo scultore Adolfo Rollo: rappresentano San Francesco d’Assisi e Sant’Egidio abate (nella foto), titolare della chiesa. Ha come attributo la cerva che, secondo la tradizione, lo nutriva per volere di Dio con il suo latte. Quando si rifugiò ferita all’interno della grotta dove viveva Egidio, il re goto Wamba, colpevole di averle dato la caccia, donò all’eremita, a titolo di risarcimento, l’intero territorio dove prosperò una comunità di monaci di cui Egidio fu abate. Adolfo Rollo, artista nato a Bari nel 1898 e scomparso nel 1985, è stato uno dei maggiori interpreti contemporanei di arte sacra; numerosi suoi crocifissi, portali e altari ornano le chiese d’Italia. Firmò anche la statua bronzea della Vergine che fu portata solennemente in processione nel 1941 da Praglia al santuario del monte della Madonna di Teolo.

FESTE

Titolare: sant’Egidio; festa liturgica:
1° settembre. 22 settembre, festa del voto fatto a sant’Egidio nel 1868, affinché guarisse i numerosi bambini vittime del morbillo.


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