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S. Michele Arcangelo - Dolo
Arino
LA STORIA

Di origini longobarde, Arino prende nome da un antico baluardo, la torre Da Rin appunto, posta a difesa di quel territorio. È citato per la prima volta in un documento del 1073, atto di donazione della villa, la tenuta agricola che costituiva la maggior parte del paese. Di poco più tarde le prime notizie della chiesa che risalgono al 1077. Era una pieve di una certa importanza, visto che da quell’anno fu posta sotto la protezione imperiale con i suoi chierici e i suoi beni. Dalla decima papale del 1297 sappiamo che era intitolata a san Michele arcangelo e che da essa dipendevano le chiese di Peraga, Pianiga, Rivale e Caltana. Quella di Arino era tuttavia una chiesa matrice povera, e per risollevare un poco le sue modeste entrate nel 1294 il vescovo Bernardo le unì la chiesa di San Martino di Cazzago con relativo beneficio.
Nei secoli alla parrocchiale venne più volte messa mano. Restaurata nel 1512, fu consacrata nel 1572 dal vescovo Nicolò Ormaneto; nel 1613 fu nuovemente ristrutturata. Anche nel Novecento, che vide nel giugno 1944 una nuova consacrazione, subì un radicale restauro negli anni 1966-1968.
 

L'ARTE

Di chiara ascendenza barocca è il bel ciborio che orna l’altar maggiore della chiesa di Arino, probabile opera di artigiani veneti nell’ultimo quarto del 18° secolo; è realizzato in materiali pregiati: pietra tenera di Vicenza, marmo rosso di Francia e marmo verde. Da alcune foto documentarie si è scoperto che in origine il tabernacolo era sormontato da una scultura del Redentore.
Nel presbiterio è una tela di Giuseppe Tirabosco, artista veneto che la dipinse nella prima metà del Settecento. Ritrae (nella foto) e nel suo scudo si legge la scritta in lettere capitali “Quis ut deus?”, ossia “Chi come Dio?”, che è il significato ebraico del nome Michele. Lo stemma visibile sull’angolo destro è di Amato Speroni, vescovo di Adria che donò nel Settecento la pala all’arciprete Antonio Gazzotti.

FESTE

Titolare: san Michele arcangelo.
Festa patronale: 29 settembre (si festeggia dal venerdì precedente al martedì successivo alla giornata del patrono).

LUOGHI SACRI MINORI

Cappella del cimitero.


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